Come diventare programmatore di PLC

I programmatori di PLC sono figure sempre più richieste nel mercato del lavoro. Si tratta di figure professionali altamente specializzate che vengono ricercate da aziende che si occupano di produzione a livello industriale. Ad esempio Paolo Cignoli esperto di automazione e vendita PLC Siemens ci ha spiegato il ruolo chiave che rivestono i programmatori: “Un programmatore PLC aggiornato può rendere una linea di produzione più efficiente connettendola in cloud. I dati analizzati permettono di ridestinare rapidamente la linea per la produzione di pezzi unici e anche di azzerare i fermi grazie alla manutenzione predittiva. Grazie alla nuova generazione di programmatori l’azienda può proiettarsi verso il futuro dell’Industria 4.0.” A questo punto però ci si chiede: come diventare programmatore di PLC?

Che cosa fa il programmatore di PLC?

Innanzitutto bisogna capire cosa fa esattamente il programmatore di PLC. Questo professionista è il designer, manutentore nonché risolutore dei problemi e dei bug di una linea di produzione industriale composta da attuatori e Programmable Logic Controllers: i PLC. Pertanto è anche responsabile di tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza e l’affidabilità delle suddette macchine. Oltre al marchio già citato, ovvero Siemens, esistono altri grandi produttori di PLC:

  • Allen-Bradley (Rockwell)
  • Omron
  • Mitsubishi
  • GE-Fanuc

Il programmatore di PLC ha il pieno controllo su questi sistemi di controllo: le meccaniche basilari sono comuni, mentre ciò che li differenzia è l’IDE ossia l’Integrated Development Environment.

Quali sono i primi passi come programmatore di PLC?

Il primissimo passo è rappresentato da una base imprescindibile, ovvero una formazione orientata all’aspetto tecnico – ingegneristico: un diploma di istituto tecnico ed una formazione specialistica; oppure una laurea in un corso di studi in Ingegneria Elettronica, Ingegneria Elettrica, Ingegneria Informatica, Ingegneria Meccanica e così via. Oltre a questo il consiglio è quello di seguire corsi altamente qualificanti come ad esempio il corso Pro1 di Siemens dove si impara a realizzare automazioni di un livello di complessità medio/alto.

Un elemento imprescindibile è l’aggiornamento costante perché, sebbene gli studi fatti e superati con ottimi risultati rappresentano solidi radici, i linguaggi di programmazione si evolvono continuamente e il programmatore di PLC deve restare al passo. Inoltre bisogna sempre affiancare la pratica alla teoria.

Smanettare con hardware e software PLC

Smanettare è una pietra miliare lungo il percorso per diventare un buon programmatore di PLC perchè va bene la teoria, ma la pratica mette di fronte a certe sfide uniche. Inoltre l’impatto con l’aspetto concreto mette i programmatori in erba in grado di capire se hanno la forma mentis adatta a concludere con successo l’iter. A questo punto ci si potrebbe domandare: come si può provare il software e l’hardware PLC senza essere in una grande azienda? La risposta è semplice ed è: emulatore. L’emulatore riproduce, simulandolo, il comportamento di un PLC fisico direttamente sul PC!

Quindi anche se non si è in possesso del corrispettivo reale, si può operare su una versione virtuale con tutte le caratteristiche riprodotte fedelmente. Solitamente i software di emulazione sono gratuiti e ci sono diversi tutorial su YouTube per capire come reperirli e scaricarli. Il budget potrebbe essere una nota dolente perchè i PLC hanno costi non indifferenti, ma così si riesce ad aggirare l’ostacolo.

Una mossa smart: microcontroller

Un consiglio per essere smart è quello di rivolgere la propria attenzione anche verso i microcontroller per due motivi principali:

  • Prezzi inferiori: i single-board computer (SBC) costano significativamente meno rispetto ai PLC
  • Linguaggio di programmazione: la configurazione dedicata ai microcontroller richiede linguaggi di alto livello come C, C++, C#, VB e Java. Questi sono importantissimi per fare un salto di qualità rispetto agli altri programmatori.

Acquisire dimestichezza con i microcontroller da un punto di vista tecnico permette al programmatore di avere familiarità con architetture complesse e imparare metodologie di problem solving avanzate e replicabili nei sistemi e nelle linee di produzione che sfruttano i PLC.

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