Il calciomercato nostrano: torniamo a comprare in B!

Quanti nomi di grandezza suprema sono giunti alle nostre orecchie, nelle fasi più calde del calciomercato italiano, nella serie massima? Ronaldo, Lukaku, Lozano, De Ligt! Nomi che certamente esaltano un panorama che, fino a qualche anno fa, non vantava certamente il primato fra i campionati europei. I risultati in termini economici si vedono e si sentono, ma questo taglia fuori una Serie B che invece, non fa che sfornare talenti.

Il Brescia di Donnarumma

Il Brescia, neopromosso proprio dalla serie cadetta, affronta questo campionato con la forte voglia di rimanerci, per crescere poco a poco e confrontarsi con club, perchè no, un giorno anche Europei. Ha acquistato Balotelli, che porterà certamente il nome della squadra Bresciana sulle bocche anche dei giornalisti Europei, ma quanti in realtà hanno seriamente notato la stagione clamorosa di Donnarumma? E si, perchè lo scorso anno l’attaccante della squadra biancoblu ha collezionato ben 31 reti in 39 partite, un ritmo di reti impressionante, ma che nessuno in Serie A ha notato, o voluto notare. Infondo a chi non farebbe gola un giocatore, in grado di segnare più di 30 gol? Lo aveva fatto Higuain, pagato poi 90 milioni al Napoli. Certo, il dislivello fra i campionati esiste ed è spesso netto, ma è davvero questo il motivo per il quale la massima serie “snobba” la serie cadetta?

Coda del Benevento

Ma Donnarumma non è certamente l’unico ad aver mostrato delle qualità assolutamente innegabili. Nella stagione regolare dello scorso anno, immediatamente alle sue spalle, si posiziona Coda, con 21 gol in 34 presenze. E questo solo nella scorsa stagione. Basti infatti pensare che, lo stesso attaccante giallorosso, con la casacca beneventana, ha collezionato 25 gol in 58 presenze complessive. Numeri importanti, che fanno di Coda un buon nome per la medio bassa Serie A.

La Mantia del Lecce

Altro ragazzo estremamente talentuoso, proveniente dalla rosa dei giallorossi, anch’essi neopromossi nella massima serie. Lo scorso anno, nella cadetteria, La Mantia ha segnato la bellezza di 17 reti, senza aver tirato neppure un solo calcio di rigore. Cifre che sono sicuramente importanti, per un ragazzo giovane e talentuoso come lui. Ciò nonostante, i club di Serie A hanno notevolmente chiuso gli occhi, preferendo ragazzi provenienti da club esteri, spesso di pari valore e qualità. E’ inoltre assurdo sottolineare come, dalla Serie B, spesso provengano ragazzi Italiani, che potrebbero tracciare la linea per il futuro della nostra nazionale. Ragazzi che però, sempre più spesso, sono legati indissolubilmente ad una cadetteria che evidentemente non meritano.

Tonali del Brescia

Come si fa a non parlare di uno dei centrocampisti più giovani e talentuosi che ci siamo in circolazione? Tonali è classe pura, unisce tecnica e impulsività creando un mix quasi perfetto, mettendo in mostra delle qualità assolutamente innegabili. Un centrocampista così giovane e così bravo dovrebbe, e siamo certi che ha fatto gola a tante società della massima serie. Ma alla fine della fiera, Tonali è rimasto al Brescia, dove presumibilmente sarà costretto a lottare per la salvezza. Italiano, ovviamente, e già al centro delle chiacchiere che lo vedono con la casacca azzurra della nazionale.

Altri campioni di serie B

Ci sono altre decine di esempi di ragazzi (E anche meno giovani) estremamente talentuosi, costretti ad una cadetteria che ne abbatte nome e notorietà. Torregrossa, per esempio: 14 gol lo scorso anno, con uno solo di questi dagli 11 metri. O Mancosu Marco, con 13 gol di cuidue rigori al tabellino. C’è addirittura Verre, del Perugia, centrocampista talentuoso che porta dalla sua ben 12 reti, di cui solamente uno calciato a tu per tu col portiere. Straordinaria anche la stagione dell’altro Mancosu Leonardo, con 19 reti stagionali, 4 delle quali dal dischetto. Evidenziamo dunque con questo sunto, una qualità netta ed importante del campionato cadetto che non può più essere sottovalutata in questa maniera. Moncini Gabriele, 23 anni, in forza ora alla Spal, è forse uno dei pochi esempi di reale investimento che la serie A ha fatto in Serie B, ma non basta. Tracciata la strada, bisognerà seguirla, per non lasciar morire lentamente una cadetteria che, come consuetudine, offre uno spettacolo ed un agonismo che, spesso, supera perfino quello della massima serie.

Lascia un commento